Articolo pubblicato su Budo di settembre 2009.
Il pensiero positivo a livello del conscio rappresenta il modo per assicurarsi felicità, salute e longevità, oltre a tutti gli aspetti più stimolanti della creatività.
Dentro la mente di tutti noi esiste una forza atta a controllare le cose. Come? Semplicemente essendo positivi, fiduciosi che ciò che si cerca di controllare potrà essere controllato. Se, al contrario, si affronta un problema con la sensazione di non potercela fare, di non esserne all’altezza, di non poterci tirare fuori niente di buono, allora si sarà sicuramente dinnanzi a una sconfitta. I problemi rimarranno sempre
insoluti se verranno affrontati con la convinzione di non riuscire. Se invece si nutre un forte desiderio di agire, di progredire, di andare avanti, la stessa attività mentale generata da questo intento metterà in moto un modello di attività psichica attraverso cui ogni obiettivo sarà perseguibile. Con questa predisposizione di partenza non si farà altro che tracciare, giorno dopo giorno, il proprio cammino, il proprio successo.
Dicevano gli antichi maestri: “lo spirito governa la mente e questa il corpo”; e ancora: “La volontà è attributo infinito dello spirito”.
Essi vedevano nella volontà umana lo strumento ideale per il superamento dei propri limiti soggettivi.
La filosofia del Lao Long Dao si fonde incondizionatamente su questi concetti di base.
Il pensiero negativo è considerato il maggior antagonista all’esercizio della volontà, e viene pertanto bandito sotto qualunque forma dagli ambienti di pratica. Come? Durante la pratica del Lao Long Dao è proibito l’utilizzo di espressioni tipo: “non ho voglia di..” (sostituita con “ho molta voglia di..”); “non ci riesco” (ci riuscirò); “non sono capace” (imparerò); “Ci provo…” (ce la farò); “Forse, dubito che..” (sicuramente).
Ogni volta che viene infranta questa regola il praticante è tenuto a fare delle flessioni per “punizione”.
In realtà non si tratta di una vera punizione, quanto di un sistema pratico per abituare la mente a seguire un’impostazione incline al pensiero positivo. Essere positivi dipende molto dal carattere di una persona, tuttavia è un atteggiamento mentale che si può imparare.
è possibile allenare la mente a pensare in modo positivo, e il primo passo è proprio quello di cambiare il proprio modo di parlare.
Le flessioni di “punizione” non sono altro che un modo di porre l’attenzione del praticante sull’errore commesso. Associando l’utilizzo di una espressione negativa a una “punizione” il praticante sarà più attento a non sbagliare in futuro, e comincerà a cambiare il proprio linguaggio.
Questa pratica, che inizialmete può sembrare inutile, a lungo andare divernterà abitudine; il linguaggio diventerà pensiero, e l’atteggiamento negativo si trasformerà in pensiero positivo che darà al praticante fiducia, motivazione e carica.








